Media “Demonte” ,il Comune rassicura i genitori Ritorno alla normalità garantito entro settembre
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Garantire la sicurezza dell’edificio è compito dell’ente locale»
CASELLE — Sicurezza del plesso “Demonte” di strada Salga: confronto acceso nella Conferenza dei Capigruppo. Al centro del dibattito le criticità legate ai varchi aperti nel perimetro scolastico durante i lavori della nuova palestra, dopo l’episodio del 27 aprile scorso, quando una studentessa si era allontanata dall’istituto eludendo la sorveglianza. Alla riunione nella Sala dei Sindaci del Municipio, convocata dopo l’interrogazione presentata da Endrio Milano, hanno partecipato il sindaco Giuseppe Marsaglia, l’assessore Stefano Sergnese, i capigruppi Antonino Bocchetta, Luca Baracco e Milano, tecnici comunali e i rappresentanti della componente genitoriale del Consiglio d’Istituto guidati dal presidente Luca Alberigo. Assente la dirigente scolastica Giuseppa Muscato.
Nel corso del confronto sono state riepilogate le lettere inviate dai genitori tra fine aprile e maggio, con Pec datate 30 aprile, 8 e 13 maggio e successivi solleciti il 20 e 22 maggio. Le famiglie denunciano la presenza del cancelletto rosso costantemente aperto e la rimozione di un tratto del muretto necessaria al cantiere., chiedendo misure immediate di sicurezza e protocolli più chiari in caso di emergenza.
Il primo cittadino ha difeso l’operato dell’Amministrazione, spiegando che le aperture dei varchi sono state richieste dai tecnici della sicurezza e dal Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione per garantire le vie di fuga. «Ci sono professionisti - ha detto - che fanno questo mestiere e le richieste sono state realizzate per garantire la sicurezza», aggiungendo che entro settembre la situazione dovrebbe tornare alla normalità con il completamento della recinzione e nuovi sistemi di controllo degli accessi.
Milano ha contestato i tempi della risposta istituzionale alle famiglie:
«Se viene raffigurata un’urgenza si interviene subito, non si aspettano 30 giorni». Milano ha inoltre ricordato che «garantire la sicurezza dell’edificio è compito dell’ente locale» e ha chiesto che sia fatta chiarezza sulle responsabilità legate all’allontanamento della studentessa.
Alberigo, supportato da altri genitori, ha ribadito come le famiglie non chiedano una scuola «blindata», ma adeguate misure di sicurezza passiva. «Non è mai stata nostra intenzione trasformare la scuola in un luogo di custodia coercitiva», ha spiegato. Alberigo ha poi definito quanto accaduto il 27 aprile «un elefante nella stanza» e ha criticato il mancato ricorso immediato al 112.