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Ex Anagrafe, nessuno la vuole

di Stefano Tubia 04/06/2026 Caselle Torinese
Ex Anagrafe, nessuno la vuole
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CASELLE — L’ex sede comunale di via Cravero rimane una terra di nessuno. Nemmeno il drastico ribasso del prezzo a 303.500 euro, frutto di una recente perizia del geometra Secondino Scanavino, è bastato ad attirare investitori. L’asta pubblica svoltasi la mattina di giovedì 28 maggio presso il settore Opere Pubbliche comunale si è chiusa con un esito amaro: la gara per il grande immobile è andata ufficialmente deserta. Il bando cumulativo comprendeva cinque cespiti del Piano delle Alienazioni. Se da un lato l’operazione ha registrato il successo nella vendita di tre terreni comunali (in via Mussa, via Pertini e via Don Bosco, tutti assegnati con offerte in aumento), dall’altro ha incassato il “no” del mercato sia per un terreno in via Colombo sia, soprattutto, per la storica ex Anagrafe. Per quest’ultima si tratta del terzo fallimento consecutivo dopo i tentativi andati deserti a marzo e luglio 2025, con un crollo del valore che in poco più di un anno è passato da 700.000 euro a poco più di 300.000 (-56 per cento). Un verdetto che pesa sulla Giunta del sindaco Giuseppe Marsaglia, il quale ha provato a difendere la linea dell’ente parlando, al giornale “Cose Nostre”, dell’esistenza di «un piano A e un piano B». Tuttavia, l’opposizione va all’attacco. Il capogruppo di “Progetto Caselle 2027”, Endrio Milano, ha depositato un’interrogazione urgente parlando apertamente di «svendita» e di totale assenza di programmazione. Milano contesta la scelta della Giunta di aver abbandonato la strada del Pnrr, che aveva visto il Ministero dell’Università e della Ricerca approvare il progetto per uno studentato da 20 posti letto nell’immobile: «Se si fosse proseguito su quella strada avremmo ottenuto circa 400mila euro dal Pnrr, l’incasso delle locazioni per circa 90mila euro all’anno e la rigenerazione del bene», sottolinea il consigliere. Con il trasferimento degli uffici in via Torino avvenuto a febbraio, il rischio di un lungo deperimento della struttura da 1.200 metri quadrati è ormai concreto. Milano incalza il primo cittadino sulle giravolte della maggioranza: «Le affermazioni del sindaco dimostrano che si è gestito il patrimonio pubblico senza una reale programmazione. Domandiamo di conoscere in cosa consistano i piani A e B, che piano sia stato seguito finora e se possa escludersi l’ipotesi di danno erariale per cattiva gestione».
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