nonsolocontro.it
14/06/2022
di Nadia Bergamini
E' finita male, anzi malissimo per il Circolo del Partito Democratico di Caselle (e anche a Mappano non è andata meglio).
Le divisioni interne che hanno portato alla rottura e alla formazione di due liste alle recentissime elezioni amministrative e alla clamorosa sconfitta di quella guidata dal vicesindaco uscente Paolo Gremo, dell'ormai ex primo cittadino Luca Baracco e dell'assessora Angela Grimaldi, certo non potrà essere sanata a tarallucci e vino.
Perchè se una parte del PD se n'è andata con Giuseppe Marsaglia pensando che un sindaco, di quasi 60 anni e che da quasi 10 anni aveva appeso le metaforiche scarpette al chiodo avrebbe potuto migliorare la città e che forse, se non fosse stato per l'insistenza, come lui stesso ha dichiarato in diverse occasioni di una parte di iscritti al circolo e perfino di tre ex primi cittadini di Caselle (Nicolas russello, Federico Zavatteri e Giorgio Aghemo), forse non sarebbe più sceso nell'agone elettorale.
Ma quel circolo, con poco più di una cinquantina di iscritti, per lo più genitori, figli, fratelli e parenti vari, era lacerato da una lotta dal sapore fratricidia, dove per mesi si è parlato più di persone e di ambizioni personali che del bene di Caselle.
Ancora non sappiamo quale sarà il destino della parte dissidente Pd, che tra parentesi siederà in Consiglio comunale e governerà la città per i prossimi 5 anni. Quello che possiamo immaginare è che il circolo verrà azzerrato - anche perchè si è concluso il mandato del segretario Stefano Oggiano.
E se a subentrare ai soliti noti questa volta fossero quei giovani di cui tanto si blatera senza mai offrirgli la possibilità di dimostrare davvero le loro capacità? Non semplici comparse, ma con ruoli decisionali reali? E, non importa se hanno 20 o 30 anni: quel che conta sono le idee e la voglia di impegnarsi.
E ce ne sono - fidatevi - perchè quel Arturo Caracciolo, poco più che trentenne, è stato consigliere e per quello che gli è stato concesso di fare nell'Amministrazione che ha appena chiuso il suo mandato, il suo ruolo lo ha giocato fino in fondo con impegno e serietà.
E, ancora, perchè non affidarsi a quel Andrea Borello che di anni ne ha appena 21 ma ha già dimostrato - eccome - che il civismo e la politica sono pane per i suoi denti e anche se in questi ultimi anni è vissuto all'estero per ragioni di studio, i suoi oltre 100 voti è riuscito a portarseli a casa, alla facia di chi diceva che "tanto nessuno lo conosceva".
Sono solo due esempi, ma in questa campagna elettorale velenosa, di giovani davvero in gamba, preparati, competenti, ne abbiamo visto più d'uno e in tutte quattro le liste. Essere giovani è un fatto anagrafico, non una colpa da scontare per anni, finchè la freschezza mentale, le energie ci abbandonano e allora va bene fare l'amministratore e il politico.
Già perchè quello che conta è l'esperienza, sentiamo sempre ripetere... se poi l'esperienza porta ai disastri come quelli cui abbiamo assistito in questi giorni a Caselle e Mappano, allora...
E dovrebbe ben saperlo l'ex sindaco Baracco entrato in giunta giovanissimo e apprezzato assessore per anni e non solo alla cultura e allo sport, ma anche ad incarichi tecnici ben più complicati come il bilancio.