Leggendo le dichiarazioni del sindaco Giuseppe Marsaglia riportate sul giornale Cose Nostre, alcune considerazioni mi sono venute spontanee.
Il sindaco spiega che l'ex sede comunale di via Cravero presenta diversi problemi: non ha una destinazione residenziale, il mercato non sembra interessato e, soprattutto, per un ente pubblico le ristrutturazioni di edifici di questo tipo hanno costi molto elevati.
Aggiunge poi una frase che ha attirato la mia attenzione:
"Abbiamo un piano A e un piano B che valuteremo attentamente."
Ed è qui che ho iniziato a riflettere.
Perché, sarò io che ragiono in modo strano, ma normalmente il Piano B arriva quando il Piano A esiste già.
Qui invece mi sembra che il Piano A era quello che è stato dichiarato deserto per la terza volta.
Lo studentato che forse era già il Piano A
La domanda che continuo a farmi è molto semplice.
Se oggi il problema è che l'immobile non interessa al mercato, perché qualche anno fa è stata abbandonata l'ipotesi dello studentato universitario?
Non era un progetto inventato da qualche sognatore davanti a un caffè.
Parliamo di un immobile che il Ministero aveva individuato come idoneo per ospitare uno studentato universitario.
In pratica esisteva già una destinazione.
Esisteva già un possibile utilizzo.
Esisteva già un soggetto interessato.
E soprattutto non era necessario convincere un investitore privato a comprare l'edificio.
Oggi invece ci troviamo con tre aste deserte.
La prima a 700 mila euro.
La seconda a 525 mila.
La terza a 303.500 euro.
E il risultato è rimasto identico.
Nessuno si è fatto avanti.
Per questo faccio fatica a non vedere una contraddizione.
Prima si rinuncia a un progetto che aveva già una prospettiva di utilizzo.
Poi si scopre che trovare un utilizzo è il vero problema.
Il paradosso delle ristrutturazioni
Un altro passaggio mi ha fatto riflettere.
Il sindaco spiega che per gli enti pubblici ristrutturare edifici esistenti costa molto più che costruirne di nuovi.
Può essere.
Anzi, probabilmente in molti casi è proprio così.
Però, inevitabilmente, appena ho letto quella frase mi è venuto in mente un altro edificio.
L'ex Baulino.
L'attuale sede comunale.
Un intervento che vale oltre 3,5 milioni di euro.
Attenzione: non sto dicendo che sia stata una scelta sbagliata.
Sto dicendo che faccio fatica a conciliare le due affermazioni.
Da una parte si sostiene che recuperare edifici esistenti sia troppo oneroso.
Dall'altra si investono milioni di euro per realizzare una nuova sede comunale.
Forse ci sono motivazioni tecniche che non conosco.
Forse ci sono aspetti che sfuggono ai non addetti ai lavori.
Ma da semplice osservatore continuo a pensare che il confronto tra le due vicende sia inevitabile.
Da edificio strategico a cespite numero 3
La cosa che più mi colpisce è la trasformazione che ha subito via Cravero negli ultimi anni.
A un certo punto sembrava poter diventare uno studentato.
Poi è diventato un immobile da alienare.
Poi un immobile da alienare con forte ribasso.
Poi è finito all'interno di un bando insieme ad altri beni comunali.
Alla fine è diventato semplicemente il "cespite numero 3".
Una sorta di viaggio amministrativo al contrario.
Il Piano A e il Piano B secondo Ticronometro
Naturalmente il Comune farà le proprie valutazioni.
E sono curioso di conoscere quali siano il vero Piano A e il vero Piano B.
Nel frattempo, però, mi permetto di avanzare due ipotesi assolutamente non richieste.
Piano A
Museo Internazionale dell'Arancino e dello Street Food Mediterraneo
Con percorso immersivo, sala degustazione e una sezione dedicata alla più antica disputa della storia siciliana.
Arancino o arancina?
Per garantire il massimo pluralismo istituzionale, la sezione dedicata all'arancino sarà curata da Ticronometro.
Quella dedicata all'arancina verrà invece affidata al Presidente del Consiglio Comunale.
Le due esposizioni saranno rigorosamente separate per evitare incidenti diplomatici.
Piano B
Birrificio Civico Comunale
Pensato per aiutarmi a comprendere alcune delle vicende urbanistiche più complesse degli ultimi anni.
Tra le prime etichette già immaginate:
🍺 Tripla Asta
🍺 Cespite n. 3 Special Reserve
🍺 Ribasso del 56% Lager
🍺 Piano A & Piano B Double Malt
L'obiettivo non sarà produrre birra.
L'obiettivo sarà permettermi di leggere certi atti urbanistici con il necessario spirito filosofico.
La domanda che resta
Battute a parte, la questione è seria.
Perché via Cravero non è soltanto un edificio.
È un pezzo di patrimonio pubblico.
E dopo tre aste deserte continuo a chiedermi una cosa molto semplice.
Se qualche anno fa esisteva una possibilità di recupero sostenuta dall'esterno, era davvero così sbagliata da meritare di essere accantonata?
Oppure oggi stiamo semplicemente scoprendo che il problema non era trovare una soluzione, ma scegliere quale soluzione seguire?
Forse il mercato, con tre aste deserte consecutive, una risposta l'ha già data.
La domanda è se qualcuno abbia voglia di ascoltarla.