Uniti per Cambiare incalza Gambino sulle neurodivergenze
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Il gruppo di minoranza chiede al sindaco - e presidente di Net - una presa di distanza, i numeri sui casi a Borgaro e le spese a carico del Comune
Le polemiche generate dalle recenti dichiarazioni in Consiglio Comunale del sindaco di Caselle, Giuseppe Marsaglia, si sono estese a Borgaro. Nell’occhio del ciclone è finita la presunta «disinvoltura» nel rilascio delle certificazioni per le neurodivergenze nei minori e il loro impatto sui bilanci comunali.
L’interrogazione di “Uniti per Cambiare”
Il gruppo consigliare Uniti per Cambiare, guidato da Elisa Cibrario Romanin, ha depositato un’interrogazione con risposta scritta indirizzata al primo cittadino di Borgaro, Claudio Gambino. L’obiettivo è chiaro: fare luce sulla posizione dell’Amministrazione borgarese rispetto a un tema estremamente sensibile che coinvolge famiglie, scuola e sanità.
Il sindaco di Borgaro, che ricopre anche il ruolo di presidente dell’Unione Net, viene chiamato a chiarire se abbia partecipato agli incontri citati da Marsaglia e se condivida la tesi della «facilità» diagnostica.
«Riteniamo – scrivono la capogruppo Cibrario Romanin, Mattia Stievano e Luigi Spinelli – che su argomenti così delicati, che coinvolgono famiglie, ragazzi, scuole e personale sanitario, servano prudenza istituzionale e grande responsabilità nelle parole utilizzate».
La risposta dell’ASL TO4
L’interrogazione poggia su basi solide: la smentita ufficiale del dott. Paolo Cappa, Direttore della Neuropsichiatria Infantile dell’Asl To4. Il medico ha precisato che l’aumento dei casi è un dato epidemiologico globale e che l’iter per la Legge 104 è rigoroso, coinvolgendo commissioni multidisciplinari e l’Inps.
I punti chiave dell’interrogazione:
Distanziamento Formale: Si chiede a Gambino se intenda prendere le distanze dalle dichiarazioni di Marsaglia.
Trasparenza sui Costi: Richiesto il dettaglio delle spese per l’assistenza educativa scolastica degli ultimi cinque anni.
Rapporti con l’ASL: Verifica di eventuali dubbi formali sollevati dal Comune sui criteri diagnostici.
La sfida di “Uniti per Cambiare” punta a proteggere la dignità delle famiglie e la professionalità degli operatori sanitari, evitando che la gestione dei bilanci possa tradursi in una colpevolizzazione dei soggetti più fragili.