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Dedicata dagli studenti a Graziella Campagna la nuova sede della Protezione Civile comunale

di Stefano Tubia 23/04/2026 Caselle Torinese
Dedicata dagli studenti a Graziella Campagna  la nuova sede della Protezione Civile comunale
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CASELLE — Aveva solo 17 anni Graziella Campagna quando il 12 dicembre 1985 scoprì per caso nella lavanderia di Villafranca Terrena (Messina) in cui lavorava che una camicia, da un documento al suo interno, non apparteneva al fantomatico “ingegner Cannata” ma a un latitante, Gerlando Alberti junior, nipote del boss Gerlando Alberti. Una scoperta che le costò la vita. Il suo ricordo rivive ora a Caselle, dove gli alunni dell’Istituto Comprensivo hanno scelto di intitolare a lei - preferendola ai voti a un’altra vittima innocente, Michele Fazio - la villetta di viale Alcide Bona 43 confiscata a esponenti della criminalità organizzata. Grande concorso di autorità, associazioni ed esponenti della lotta alle mafie nella mattina di lunedì 21 aprile per l’inaugurazione della sua nuova funzione: la sede del gruppo comunale di Protezione Civile. Il coronamento di un percorso iniziato nel 2022, quando l’Amministrazione guidata da Giuseppe Marsaglia ne chiese l’assegnazione all’Agenzia Nazionale che gestisce i beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, su impulso di un’interrogazione del consigliere Endrio Milano, mentre nella consiliatura precedente era già stato il testimone di giustizia Mauro Esposito, sempre dai banchi della minoranza, a chiedere che il Comune si facesse carico della sua acquisizione. La storia di Graziella Campagna era ben nota a Pino Masciari, chiamato sul palco dal sindaco non solo per portare la sua testimonianza ma anche per ricevere la pergamena della cittadinanza onoraria che il Consiglio Comunale gli aveva attribuito nel 2022. In un vibrante intervento ha condiviso la sua dura esistenza sotto protezione, dopo aver aiutato lo Stato a dare vitalità economica alla sua regione, la Calabria: lo stesso Stato che ha permesso alle mafie di infiltrarsi nelle istituzioni. Ha quindi invitato i cittadini a non voltarsi dall’altra parte, affermando che la legalità è una pratica quotidiana che appartiene a tutti. Al suo fianco ha voluto Esposito, ancora alle prese con le conseguenze economiche delle sue denunce: dopo aver stretto la mano a Marsaglia - gesto fortemente simbolico dopo il duro confronto nella Sala Consigliare dello scorso luglio tra i due - ha ribadito che la lotta alla mafia deve essere trasversale e costante e che va fatta crescere una cultura della legalità nel mondo economico. Sul palco insieme al primo cittadino, davanti al viceprefetto aggiunto di Torino Matteo Ravera, a numerosi sindaci del territorio, ai vertici dei Carabinieri e della Guardia della Finanza, sono saliti anche il vicepresidente della Regione Maurizio Marrone, che ha evidenziato come la Regione stessa abbia raddoppiato i fondi per il recupero dei beni confiscati, aprendo i bandi anche agli enti del Terzo settore; la vicepresidente del Consiglio Comunale di Torino Ludovica Cioria, la quale ha invitato la comunità a non considerare la mafia come qualcosa di estraneo, ma come una presenza che soffoca la libertà e colpisce i più fragili; il referente di Libera Piemonte Andrea Turturro, che ha portato i saluti i don Luigi Ciotti e ricordato come il Piemonte sia ancora indietro nel riutilizzo sociale dei beni confiscati; la dirigente scolastica Giuseppa Muscato, che ha sottolineato l’impegno degli studenti in un percorso didattico sulla legalità; i rappresentati delle sei classi quinte, che hanno letto poesie e riflessioni sulla storia di Graziella Campagna; e per la Protezione Civile il coordinatore cittadino Pierluigi Bartelloni e un esponente del Coordinamento di Settimo, che si sono impegnati a rendere l’edificio una «casa operativa» aperta a tutti per promuovere la solidarietà. In collegamento dalla Sicilia, inoltre, Pasquale Campagna, fratello di Graziella, ha ringraziato la comunità casellese per l’intitolazione, definendola «un segno che il male può essere trasformato in bene». Affidata a don Claudio Giai Gischia la benedizione della villetta prima dello scoprimento della targa ufficiale.
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